Saluzzo e Valle Po

musica e parole consegnate all’ascolto

STAFFETTE

musica e parole consegnate all’ascolto

DOMENICA 19 APRILE ORE 17.30 Scuola APM, via dell’Annunziata 1 - Saluzzo

Questo concerto–spettacolo nasce con l’obiettivo di tenere desta la coscienza, riascoltando da voci autorevoli e da protagonisti del tempo che fu un richiamo chiaro alle responsabilità individuali e collettive nel quotidiano. Non come esercizio di memoria, ma come atto di ascolto consapevole. Il titolo è un gioco di parole che richiama il passaggio di consegne che i brani e i testi di questo spettacolo intendono compiere nei confronti di chi vive il presente. Allo stesso tempo, rimanda in modo immediato alle staffette partigiane: donne spesso giovanissime che, durante la Resistenza, portavano sul proprio corpo messaggi di speranza e libertà, assumendosi rischi enormi affinché quelle parole potessero arrivare a destinazione. Musica e parola si intrecciano in un percorso unitario che attraversa il Novecento europeo e italiano, mettendo in dialogo grandi compositori del secolo scorso con testi fondamentali della riflessione civile e della Resistenza. Un dialogo che non procede per illustrazione o commento, ma per risonanza: ciò che viene detto e ciò che viene suonato si rispondono, si amplificano, si consegnano reciprocamente all’ascolto. Le parole dei sopravvissuti, le lettere dei condannati a morte e il celebre discorso finale de Il grande dittatore di Charlie Chaplin non sono presentati come semplici documenti storici. Sono parole nate per essere ascoltate, parole che hanno attraversato il tempo perché destinate a qualcuno. In questo senso, arrivano fino a noi come urgenze che chiedono attenzione e responsabilità. La musica non svolge un ruolo di accompagnamento, ma partecipa attivamente al racconto. È una musica che nasce per lo più nello stesso secolo delle parole che ascoltiamo: un secolo segnato da dittature, guerre e persecuzioni, ma anche da una ostinata e tenace ricerca di libertà. I brani proposti diventano a loro volta staffette sonore, capaci di trasmettere tensioni, contraddizioni, slanci e speranze. Anche nelle composizioni a noi più vicine risuonano gli echi di un passato che non vogliamo dimenticare ma che si arricchiscono con un pensiero nuovo, armato di sola fiducia e consapevolezza Il programma alterna brani strumentali e momenti di parola secondo una drammaturgia pensata per mantenere alta la tensione emotiva e intellettuale dello spettatore, senza mai indulgere nella retorica. Non c’è una voce che spiega o guida dall’alto: ci sono parole e musiche che passano di mano in mano, affidate a chi ascolta. Testi di Primo Levi, Antonio Gramsci, Piero Calamandrei, Italo Calvino e altri si intrecciano con musiche di Azio Corghi, Franco Margola, Mario Castelnuovo-Tedesco e Gioacchino Rossini, componendo un percorso che non intende chiudere un discorso, ma aprirlo. Staffette è un invito all’ascolto e alla responsabilità. Perché una consegna esiste davvero solo se qualcuno la riceve

Ultimo aggiornamento: 14/04/2026